Archivio mensile:settembre 2014

Al caro Giorgio

giorgio

Salutare con un semplice “ciao” una grande persona come Giorgio Rognetta lo trovo estremamente riduttivo. Ecco perché ho deciso di scrivere queste poche righe su colui, il mio Maestro, che mi ha trasmesso la passione per la materia di cui era uno dei maggiori esperti in Italia: l’informatica giuridica.

Conobbi Giorgio nel lontano 1998, quando stava nascendo la redazione di Zaleuco, rivista giuridica telematica. Aveva affisso nei locali del vecchio Tribunale dei volantini dove si richiedeva aiuto per qualcosa che aveva a fare con il diritto e internet. Erano i tempi del fastidioso modem 56K e noi, appassionati della rete, eravamo là per studiarne i risvolti giuridici.

Ci incontrammo nel suo vecchio studio per discutere di quella che era la sua vita: lo studio dell’informatica giuridica e la libera fruibilità delle leggi su internet. Ma Giorgio era anche appassionato di altro: sempre in quegli anni costituì un’associazione culturale che si occupava dello studio dei libri di Hermann Hesse. In rete si trova ancora uno scambio di battute con alcuni colleghi proprio riguardo quest’altra sua passione.

L’esperienza con Zaleuco fu breve a causa degli impegni, sempre pressanti della nostra professione. Io cominciai la mia avventura professionale lasciando da parte per qualche anno lo studio della “sua” materia. Ci ritrovammo nel 2008 nella Commissione informatica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria. Ricordo perfettamente che in quell’occasione nel presentarlo come mio Maestro molti dei colleghi presenti sgranarono gli occhi perché non avevano mai sentito parlare di lui. Giorgio era la modestia fatta persona e mi diceva sempre che ero esagerata nel presentarlo come il “Maestro “ai colleghi che, essendo fuori dal circuito “telematico”, non lo conoscevano.

In breve, dirò a voi lettori chi era Giorgio Rognetta.

Nel 1998, insieme a Francesco Brugaletta – magistrato del TAR Catania – e Luca Ramacci – Sostituto Procuratore della Repubblica di Venezia – fonda il Circolo dei Giuristi Telematici. Il Circolo è tutt’ora un solido punto di riferimento per tutti gli studiosi di informatica applicata al diritto. Nel 1999 scrisse un libro ancora attualissimo, per via delle definizioni di concetti che all’epoca sembravano lontanissimi dalla professione forense: La firma digitale e il documento informatico (Edizioni Simone). A quest’ultimo seguono Il commercio elettronico (Edizioni Simone) e L’archiviazione ottica dei documenti (Giuffrè Editore). Ci sono infine diverse pubblicazioni in materia che contengono suoi approfondimenti come ad esempio Il diritto nel cyberspazio (Edizioni Simone), Internet (Giuffrè Editore), Diritto delle nuove tecnologie informatiche e dell’internet (Ed. Ipsoa) e molti ancora.

Cultore di informatica giuridica presso l’Università di Catanzaro e docente presso l’Università di Cosenza, Giorgio ha avuto modo di insegnare agli studenti calabresi le basi dell’informatica giuridica.

Il 21 gennaio 2009, lo ricordo ancora con terrore, ci fu il mio battesimo come relatrice. Eravamo per la prima volta insieme sul palco: il Mastro e l’allieva. L’emozione per l’evento aveva iniziato ad angosciarmi già due settimane prima della fatidica data e lui con molta naturalezza mi disse <non temere non è niente di che, vedrai che da quel giorno in poi sarà una passeggiata>. Facile per lui che oltre alla preparazione, aveva una dote innata di comunicare con termine semplici concetti altamente tecnici! Ci sedemmo vicini, e il convegno iniziò. Ricordo perfettamente che durante la mia relazione i fogli che avevo preparato si mescolarono tanto che guardai Giorgio intimorita per avere un qualche aiuto. Lui sorrise e basta.

Alla fine del convegno venne da me per dirmi che nessuno si era accorto della mia defaillance e che tutto era andato bene.

Ci ritrovammo diverse volte in Commissione informatica a discutere di ciò che di lì a breve sarebbe stata realtà finalmente: il primo passo verso il processo telematico, l’avvio del Polisweb a Reggio.

Ricordo ancora l’emozione di tutti noi quando ricevemmo le nostre firme digitali e lo sguardo divertito di Giorgio mentre tirava fuori una quantità infinita di dispositivi di firma che evidentemente aveva già da anni. Le domande fioccavano a ritmo serrato: <e quindi Giorgio si può avere più di un dispositivo?>, <Giorgio ma come si fa con la PEC?>, <pensi che la classe forense è pronta per questa svolta?>. La sua risposta a domande del genere era sempre preceduta da un sorriso, un benevolente sorriso come a dire <state tranquilli ora rispondo a tutte le vostre domande>.

Giorgio divenne il punto di riferimento di tutto il Foro reggino per quanto riguarda il processo telematico: credo che ricevesse quintalate di email e telefonate al giorno. Continuò a scrivere arguti commenti alla normativa in materia che iniziò a cambiare di anno in anno, e poi di mese in mese. Poi all’improvviso i suoi scritti diminuirono e allora capii che c’era qualcosa che non andava.

Gli scrissi per sapere se era tutto ok, dicendogli che mi mancavano i suoi spunti critici. Lui rispose solo che era fuori per un problema che stava cercando di risolvere. Non approfondii per discrezione, ma capii subito che si trattava di una cosa grave.

In quest’ultimo anno ci sentimmo sporadicamente e solo allora mi disse della malattia, senza scendere in particolari. Non voleva che si sapesse che stava male.

Perdere Giorgio Rognetta non è una perdita da poco. Abbiamo perso non solo un acuto giurista, ma abbiamo perso soprattutto una grande persona, ricca dentro, colma di un’umiltà rara e di grande amore per il suo lavoro, la sua famiglia ed i suoi amici.

Annunci