Archivio mensile:marzo 2015

Intervista all’avv. Maurizio Reale

Ho avuto il grande privilegio di trascorrere due giorni con l’avv. Maurizio Reale, membro del Gruppo di lavoro della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense, con il quale si è amabilmente discusso delle varie problematiche del processo telematico. Sono tante, lo so, ma come dico in varie sedi, si tratta di temi assolutamente gestibili se si tiene sotto controllo il portale della FIIF che contiene tutta l’evoluzione normativa in materia oltre, ultimamente, anche rassegne di dottrina di accreditati autori e giurisprudenza delle varie corti di merito.

Ricordo che da qualche giorno è possibile inoltre redigere, senza alcuna difficoltà e con un form auto compilante, la relata di notifica con la famigerata impronta hash.

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Hash o non hash? Questo è il dilemma…

hash

L’ultimo DPCM (13 novembre 2014) entrato in vigore l’11 febbraio scorso ha gettato nel panico gli avvocati che, avendo faticosamente imparato a impacchettare la busta telematica, da qualche giorno si son trovati di fronte a questo termine che per naturale formazione culturale della classe forense è assolutamente sconosciuto.

Ecco che arriva in soccorso il collega Claudio De Stasio il quale, con parole semplici e una chiara esposizione normativa, spiega cos’è e a cosa serve questo misterioso “hash”.

Fac simile per notifiche PEC

L'immagine è di proprietà dell'autore

L’immagine è di proprietà dell’autore

I mitici avvocati della FIIF lanciano un salvagente per i colleghi che trovano difficile districarsi tra le norme sulle notifiche telematiche. Al link che trovate in calce all’articolo, troverete una utile app con la quale potrete redigere il testo della relata di notifica in relazione a ciascun atto da notificare. È un semplice form da compilare con pochi dati.

Provateci!

Fac simile per notifiche PEC.