Errori materiali nel deposito telematico

Cosa accade se materialmente sbaglio la predisposizione della busta?

Ce lo spiega l’avv. Pietro Calorio nell’articolo pubblicato sul sito della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense.

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Scarica in pdf la Tavola sinottica errori frequenti deposito telematico © avv. Pietro Calorio

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E mentre gli avvocati si dannano con il PCT…

… ci sono alcuni magistrati che danno forfait.

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Credits avv. Maurizio Storti

 

Si sa, il Processo Telematico ha obbligato gli avvocati a fare i conti con strumenti e procedure informatiche che mal digerivano. Ma volenti o nolenti si sono dati da fare per capire meglio come si effettua un deposito di un ricorso per decreto ingiuntivo piuttosto che una memoria ex art. 183 cpc.

Dai documenti che vedete sopra, parrebbe che per alcuni magistrati questo ulteriore lavoro graverebbe enormemente sulle loro spalle. Ecco allora che fioccano queste curiose richieste che però appesantiscono il lavoro del “povero” avvocato.

Da cronista mi limito a fornire dati oggettivi. Le conclusioni le lascio al lettore.

What? Security? What..?

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La foto che vedete qui sopra ritrae una situazione realmente accaduta.

La circostanza che l’utente “medio” che utilizza il pc abbiamo la memoria corta e/o sia pigro e quindi metta una cosa del genere proprio nel peggior posto che potesse scegliere può anche non sconvolgere più di tanto. Oddio. Si fa per dire.

Ma quando questo sconsiderato comportamento è posto in essere da un professionista, che è responsabile della tutela di tutti i dati contenuti in quella misteriosa scatola nera allocata sotto la sua scrivania, beh…la cosa diventa più preoccupante.

Questa foto è stata scattata in uno studio legale, dove, nella stanza del dominus, posto sull’angolino del monitor, campeggiava la chiave di accesso a tutto il mondo professionale del legale stesso, e forse anche quello personale.

Il tema della sicurezza informatica è assolutamente sottovalutato, ignorato o peggio sconosciuto a categorie professionali, quali avvocati, notai e commercialisti, che quotidianamente gestiscono dati sensibili e documenti riservati che dovrebbero essere conservati in cassaforte!

Oggi, nel momento in cui tutti i documenti stanno diventando esclusivamente digitali, è il momento di porsi seriamente di fronte alla domanda: ma il mio lavoro è al sicuro?

Approfitto del caso Cryptolocker, il virus che in questi giorni ha infettato centinaia di pc in tutta la penisola, per riprendere le parole dell’ing. Andrea Gelpi, che nella prefazione al manuale  “Processo telematico” di Alessandra Villecco (Ed. Wolters Kluwer Italia), da degli ottimi suggerimenti per aiutare il professionista ad evitare disastri irrimediabili.

L’utente del processo civile telematico non è tenuto a verificare personalmente l’evoluzione e lo stato dell’arte degli strumenti offerti dalla tecnologia per predisporre le dovute cautele di fronte alle potenzialità delle tecnologie, ma dovrà semplicemente adottare dei comportamenti consapevoli anche nel dotarsi di strumenti facilmente reperibili sul mercato, talvolta avvalendosi dell’ausilio di personale specializzato e qualificato nel predisporre determinati apparati di sicurezza“.

Gelpi continua distinguendo due tipi di sicurezza:

1) sicurezza fisica (guasti hardware, smarrimento, furti degli apparati informatici, compresa la pennetta usb che contiene i certificati di firma digitale)

2) sicurezza logica (presenza di malware, spyware, wifi non protette, intrusioni vere e proprie da parte di soggetti esterni).

Dando per scontato che abbiate sempre l’accortezza di tenere sotto controllo la vostra pennetta usb (sia quella con dati di studio, che quella con i certificati di firma digitale) e che abbiate un buon allarme sulla porta dello studio, vediamo come tutelarci, o provare a tutelarci, dagli altri problemi.

La password del pc. Non fate come l’utente di cui sopra! Una password sicura è quella contenente lettere, numeri, simboli: questa ad esempio @54br1n4# dovrebbe essere sicura (dico dovrebbe perchè tempo fa ad un seminario sulla sicurezza informatica un esperto affermò che <un computer davvero sicuro è quello che si trova negli abissi dell’oceano…>). Evitiamo quindi i nomi di figli, mariti, mogli o animali domestici.

La firma digitale. Ormai sappiamo che il dispositivo di firma digitale (pennetta usb o smarcard) contiene la nostra carta d’identità digitale che ci autentica sia nell’accesso a Polisweb, sia – e soprattutto – per certificare che quel documento firmato digitalmente l’abbiamo davvero firmato noi e non altri. Ahimè ho riscontrato personalmente che molti professionisti hanno l’abitudine di lasciare tale supporto collegato al proprio pc, per fretta o comodità di averlo sempre a portata di mano. Anche qui interviene l’ing. Gelpi il quale avverte della possibilità di essere vittime dei cosiddetti software “keybordlogger” in grado di memorizzare qualsiasi tasto sia stato premuto sulla tastiera per poi inviare queste informazioni sulla rete, compreso il pin del dispositivo stesso. Quindi, perdiamo qualche secondo in più e usiamo la rimozione sicura del dispositivo, scollegandolo dal pc e portandolo a casa con noi.

BACKUP. Se proprio abbiamo avuto la sfiga di essere stati vittima di uno dei disastri sopra descritti c’è solo una cosa che ci può salvare: aver effettuato un backup accurato regolarmente. Backup significa copia di sicurezza dell’intero contenuto del nostro pc, preferibilmente su supporto esterno (pennetta usb o hard disk esterno) che assolutamente deve trovarsi in posto diverso rispetto al pc di studio (portatelo a casa). Questa operazione deve essere fatta regolarmente (consiglio ogni sera prima di chiudere lo studio) e ci sono degli strumenti, anche gratuiti che rendono l’operazione automatica. Affidiamoci comunque ad esperti per automatizzare questa operazione: costa un pò di più ma non dimentichiamoci che si tratta di “sicurezza”.

Restando in tema di processo telematico, ricordatevi inoltre fare il backup anche delle PEC, sia che risiedano sul server di posta certificata (Legalmail, Aruba, ecc.) sia che usiate un client di posta (Outlook, Thunderbird, ecc.). La ricevuta telematica è la prova dell’avvenuto deposito e/o notifica, quindi deve essere gelosamente conservata.

Processo Civile Telematico e Fatturazione Elettronica: come fare?

Pubblichiamo volentieri la registrazione dell’evento Organizzato dal Consiglio per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Rovereto in collaborazione con la FIIF e il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Rovereto e trasmesso in diretta streaming il 23/1/2015 da Rovereto (TN). Relatori: Avv. Marcella Robol, avv. Carla Broccardo, avv. Valentina Carollo, avv. Andrea Pontecorvo, avv. Francesco Paolo Micozzi.

Intervista all’avv. Salvatore Farina

In questi tre anni da “evangelista” mi è capitato di incontrare tantissimi avvocati, ma solo uno di loro mi ha davvero colpita in modo straordinario. Cosa che succederà anche a voi, cari lettori, dopo aver ascoltato questa intervista che finalmente son riuscita a realizzare venerdì scorso a Catania.

Buona visione!

Al caro Giorgio

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Salutare con un semplice “ciao” una grande persona come Giorgio Rognetta lo trovo estremamente riduttivo. Ecco perché ho deciso di scrivere queste poche righe su colui, il mio Maestro, che mi ha trasmesso la passione per la materia di cui era uno dei maggiori esperti in Italia: l’informatica giuridica.

Conobbi Giorgio nel lontano 1998, quando stava nascendo la redazione di Zaleuco, rivista giuridica telematica. Aveva affisso nei locali del vecchio Tribunale dei volantini dove si richiedeva aiuto per qualcosa che aveva a fare con il diritto e internet. Erano i tempi del fastidioso modem 56K e noi, appassionati della rete, eravamo là per studiarne i risvolti giuridici.

Ci incontrammo nel suo vecchio studio per discutere di quella che era la sua vita: lo studio dell’informatica giuridica e la libera fruibilità delle leggi su internet. Ma Giorgio era anche appassionato di altro: sempre in quegli anni costituì un’associazione culturale che si occupava dello studio dei libri di Hermann Hesse. In rete si trova ancora uno scambio di battute con alcuni colleghi proprio riguardo quest’altra sua passione.

L’esperienza con Zaleuco fu breve a causa degli impegni, sempre pressanti della nostra professione. Io cominciai la mia avventura professionale lasciando da parte per qualche anno lo studio della “sua” materia. Ci ritrovammo nel 2008 nella Commissione informatica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria. Ricordo perfettamente che in quell’occasione nel presentarlo come mio Maestro molti dei colleghi presenti sgranarono gli occhi perché non avevano mai sentito parlare di lui. Giorgio era la modestia fatta persona e mi diceva sempre che ero esagerata nel presentarlo come il “Maestro “ai colleghi che, essendo fuori dal circuito “telematico”, non lo conoscevano.

In breve, dirò a voi lettori chi era Giorgio Rognetta.

Nel 1998, insieme a Francesco Brugaletta – magistrato del TAR Catania – e Luca Ramacci – Sostituto Procuratore della Repubblica di Venezia – fonda il Circolo dei Giuristi Telematici. Il Circolo è tutt’ora un solido punto di riferimento per tutti gli studiosi di informatica applicata al diritto. Nel 1999 scrisse un libro ancora attualissimo, per via delle definizioni di concetti che all’epoca sembravano lontanissimi dalla professione forense: La firma digitale e il documento informatico (Edizioni Simone). A quest’ultimo seguono Il commercio elettronico (Edizioni Simone) e L’archiviazione ottica dei documenti (Giuffrè Editore). Ci sono infine diverse pubblicazioni in materia che contengono suoi approfondimenti come ad esempio Il diritto nel cyberspazio (Edizioni Simone), Internet (Giuffrè Editore), Diritto delle nuove tecnologie informatiche e dell’internet (Ed. Ipsoa) e molti ancora.

Cultore di informatica giuridica presso l’Università di Catanzaro e docente presso l’Università di Cosenza, Giorgio ha avuto modo di insegnare agli studenti calabresi le basi dell’informatica giuridica.

Il 21 gennaio 2009, lo ricordo ancora con terrore, ci fu il mio battesimo come relatrice. Eravamo per la prima volta insieme sul palco: il Mastro e l’allieva. L’emozione per l’evento aveva iniziato ad angosciarmi già due settimane prima della fatidica data e lui con molta naturalezza mi disse <non temere non è niente di che, vedrai che da quel giorno in poi sarà una passeggiata>. Facile per lui che oltre alla preparazione, aveva una dote innata di comunicare con termine semplici concetti altamente tecnici! Ci sedemmo vicini, e il convegno iniziò. Ricordo perfettamente che durante la mia relazione i fogli che avevo preparato si mescolarono tanto che guardai Giorgio intimorita per avere un qualche aiuto. Lui sorrise e basta.

Alla fine del convegno venne da me per dirmi che nessuno si era accorto della mia defaillance e che tutto era andato bene.

Ci ritrovammo diverse volte in Commissione informatica a discutere di ciò che di lì a breve sarebbe stata realtà finalmente: il primo passo verso il processo telematico, l’avvio del Polisweb a Reggio.

Ricordo ancora l’emozione di tutti noi quando ricevemmo le nostre firme digitali e lo sguardo divertito di Giorgio mentre tirava fuori una quantità infinita di dispositivi di firma che evidentemente aveva già da anni. Le domande fioccavano a ritmo serrato: <e quindi Giorgio si può avere più di un dispositivo?>, <Giorgio ma come si fa con la PEC?>, <pensi che la classe forense è pronta per questa svolta?>. La sua risposta a domande del genere era sempre preceduta da un sorriso, un benevolente sorriso come a dire <state tranquilli ora rispondo a tutte le vostre domande>.

Giorgio divenne il punto di riferimento di tutto il Foro reggino per quanto riguarda il processo telematico: credo che ricevesse quintalate di email e telefonate al giorno. Continuò a scrivere arguti commenti alla normativa in materia che iniziò a cambiare di anno in anno, e poi di mese in mese. Poi all’improvviso i suoi scritti diminuirono e allora capii che c’era qualcosa che non andava.

Gli scrissi per sapere se era tutto ok, dicendogli che mi mancavano i suoi spunti critici. Lui rispose solo che era fuori per un problema che stava cercando di risolvere. Non approfondii per discrezione, ma capii subito che si trattava di una cosa grave.

In quest’ultimo anno ci sentimmo sporadicamente e solo allora mi disse della malattia, senza scendere in particolari. Non voleva che si sapesse che stava male.

Perdere Giorgio Rognetta non è una perdita da poco. Abbiamo perso non solo un acuto giurista, ma abbiamo perso soprattutto una grande persona, ricca dentro, colma di un’umiltà rara e di grande amore per il suo lavoro, la sua famiglia ed i suoi amici.

Il “decreto Renzi” e le novità in tema di processo telematico

Eccolo il tanto atteso decreto sul PCT, grazie all’avv. Francesco Minazzi che l’ha reso scaricabile, visto che dal sito della Gazzetta Ufficiale è impossibile accedervi.

Il “decreto Renzi” e le novità in tema di processo telematico.

Bozza del decreto legge in attesa di pubblicazione

Cattura

Il consiglio dei ministri ha approvato il 13 giugno 2014  il decreto legge Misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese, con il quale ha confermato quanto anticipato dalla lettera del guardasigilli al CNF in materia di Processo civile telematico.
In particolare, il decreto prevede che la obbligatorietà del deposito telematico degli atti endo-processuali nel processo di cognizione e di esecuzione valga per le cause instaurate dal 30 giugno 2014, con notifica della citazione o deposito del ricorso.

Qui di seguito si riporta lo schema allegato alla newsletter del CNF. ATTENZIONE: la scheda di seguito riportata contiene solo la BOZZA del DL, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13/06/2014, che potrebbe però subire delle modifiche prima della promulgazione da parte del Capo dello Stato.

 

MISURE PER L’INFORMATIZZAZIONE
DEL PROCESSO CIVILE*
DEPOSITO TELEMATICO DEGLI ATTI PROCESSUALI
Procedimenti davanti al Tribunale Obbligatorio Facoltativo Data
Iniziati a partire dal 30 giugno 2014 SI Dal
30-6-2014
Iniziati prima del 30 Giugno 2014 SI Dal 30-6-2014
Iniziati prima del 30 giugno 2014 SI Dal
31-12-2014
Per decreto ingiuntivo SI Dal
30-6-2014
MOMENTO DI PERFEZIONAMENTO DEL DEPOSITO
Quello indicato dalla ricevuta di avvenuta accettazione del server di posta del gestore mittente. Il deposito può essere eseguito mediante più messaggi di posta elettronica se il messaggio eccede la dimensione massima consentita
POTERI DI AUTENTICA DEI DIFENSORI E DEGLI AUSILIARI DEL GIUDICE
Copie informatiche degli atti Equivalenti all’originale anche senza firma digitale del cancelliere Attestazione di conformità agli originali della copia informatica  di atti da parte di difensori, consulenti tecnici, etc. Esclusione degli atti processuali che contengono provvedimenti giudiziali che autorizzano prelievo di somme di denaro
DOMICILIO DIGITALE
Notifiche al difensore  degli atti in materia civile
Effettuate di regola presso l’indirizzo PEC risultante dall’apposito elenco  Effettuate in via
di eccezione presso la Cancelleria dell’ufficio
DIRITTO DI COPIA
Copia senza  certificazioneEsenti le copie di atti estratte
dal fascicolo informatico
Copia autenticaEsenti le copie di atti estratte dal fascicolo informatico
NOTIFICHE TRAMITE PEC
Non è più necessaria l’autorizzazione da parte del Coa Prevista esenzione dalla marca da bollo
Il tempo delle notifiche telematiche rimane fissato a ore 7.00-21.00 Se la notifica telematica è effettuata dopo le ore 21.00 si considera perfezionata alle 7.00 del giorno successivo
VERBALE D’UDIENZA
Eliminata la sottoscrizione delle parti del verbale redatto in via digitale Eliminata la sottoscrizione dei testimoni del verbale redatto in via digitale

Un proroga camuffata

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Condivido l’esigenza di un percorso più modulato dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del processo civile telematico“. E’ questa la frase della “lettera di ringraziamento” firmata dal ministro Orlando che mi fa scattare in piedi.

Ma come? Fino a un paio di settimane fa eravamo tutti pronti e non c’era alcuna speranza di proroga per i poveri avvocati, e adesso dobbiamo intraprendere un “percorso modulare”?

E’ intuitivo che magari qualcuno abbia fatto notare che gli uffici sono assolutamente lontani da una anche minima conoscenza di come si adoperino le consolle. Oppure la nota dell’ANM ha fatto riflettere sulla difficoltà dello studio delle cause a video?

Qualunque sia il motivo di questa inconsueta comunicazione in sintesi il ministro dice:

 “Mantenendo quindi fermo l’importante traguardo dell’obbligatorietà del processo telematico al 30 giugno 2014, condivido l’esigenza di un percorso più modulato dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del processo civile telematico.

Il prossimo 30 giugno segnerà, dunque l’entrata in vigore dell’obbligatoria gestione telematica per l’intero procedimento monitorio (deposito ricorso e provvedimento del giudice), nonchè per tutti gli altri procedimenti in relazione al deposito degli atti endoprocedimentali per le cause iniziate alla stessa data“.

Ovviamente se qualche avvocato volesse depositare telematicamente ad esempio una memoria per un procedimento già pendente può, non DEVE, farlo.

Il ministro prosegue comunicando che arriverà una serie di modifiche normative (era ora) e organizzative (e qui son davvero curiosa…).

Questa è l’impressione che ho avuto leggendo questa comunicazione: avete presente le raccomandazioni dei genitori il primo giorno di scuola? Ecco.

Io speriamo che me la cavo.

Il deposito della busta telematica

Interessantissima l’iniziativa della Fondazione per l’Informatica e l’Innovazione Forense (FIIF), organismo che studia la scienza informatica applicata in campo giuridico.

Da un paio di settimane il canale Youtube della FIIF ha messo a disposizione quattro video che spiegano come svolgere le operazioni basilari per la redazione degli atti, la gestione di firma digitale e pec e anche la procedura di invio della busta telematica (vedi video allegato).

Si tratta di un grande aiuto per gli avvocati che ancora hanno timore di approcciarsi a quella che sembra un’operazione meramente informatica, ma in realtà è molto di più, come spesso si è detto in questo blog.

Vi invito a guardare tutti i video presenti nel canale sopra indicato così da iniziare a capire come destreggiarvi nella procedura di gestione dei files e poi dell’invio della busta telematica.

P.S. Nel video allegato si da per scontato che noi abbiamo già creato la busta telematica (es. Atto.enc), busta che potrà essere creata solo con un redattore atti, che sappiamo essere l’unico strumento in grado di cifrare tutti i documenti che devono essere inviati alla cancelleria del nostro tribunale.